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IL GRIGIO DELLA FOLLIA

- Cos’è successo? Come mai sono qui? Da quanto? Chi sono?
E se alle prime domande poteva darsi delle risposte, seppure approssimative, l’ultima restava senza contorno.
La mente correva alla ricerca di qualche dettaglio che potesse fargli ricordare qualcosa della sua vita.
Nulla.
Tutto gli sembrava un brutto sogno e un po’ per la stanchezza, un po’ per allontanarsi da quella realtà che non gli era congeniale, si addormentò.

 

Con i MORIVANTO è stato amore a prima vista, quando ancora non erano i MORIVANTO ma Morena, Ivan e Antonella.

Quando sono entrata in aula per la prima lezione del mio corso di scrittura creativa me li sono trovati davanti, e in ognuno di loro ho visto qualcosa che mi ha fatto sorridere e pensare che quello sarebbe stato proprio un bel corso.

Ciascuno con il suo modo, con le sue particolarità e con le sue motivazioni.
Questo è importante in un corso di scrittura creativa, che i corsisti portino in classe tutto quello che hanno da dare e da dire.
Loro lo hanno fatto nel migliore dei modi.

E galeotta fu la lezione sulla creazione del personaggio.
Silvano, che sarebbe poi diventato Silvano Maria Pregadio, spuntò fuori dal lavoro di gruppo svolto in classe e non li ha più abbandonati.
Non ci ha più abbandonati.

E poi tutto è andato avanti con una naturalezza sorprendente. Morena, Ivan e Antonella hanno formato una squadra compatta e si sono divisi i compiti senza nemmeno dover discutere. Si sono occupati della trama, si sono scelti i personaggi da costruire e da seguire. Hanno deciso insieme cosa ne sarebbe stato del loro Silvano.

Osservarli al lavoro è stato entusiasmante e, mi si conceda una virgola di orgoglio, molto gratificante.

“Il grigio della follia” è il loro primo lavoro svolto in collettivo.

Spero ce ne siano altri.

Molti altri.

Grazie, di cuore.

Mia Parissi

 

 

Morena nasce a Milano, nel pieno dell’estate del ’75.
Ha fatto, visto e detto di tutto. Poi, quasi 10 anni fa, ecco l’Amore e la serenità.
Oggi vive a Milano, con un compagno paziente, un figlio prezioso e un altro in arrivo, un mutuo che le sega le gambe ogni mese e 2 gatti padroni. Però è felice, molto.

 

Il mio nome di battesimo è Ivan all’anagrafe Ivan D’Agostino.
Ai quarant’anni ormai manca poco ma l’animo è quello di un ragazzino.
L’altra metà della mia mela si chiama Francesca e dal nostro amore è nata lei, Martina, una bimba tutta riccioli che adoriamo.
Le soddisfazioni che ho giornalmente sono tante come le passioni che seguo, o rincorro, ritagliandomi il tempo tra la famiglia, il lavoro, cercando di non tralasciare nulla.
La scrittura mi accompagna da molto tempo e la penna scorre veloce sui taccuini, diari e quant’altro di bianco su cui si possa scrivere.
Trasmettere emozioni, sensazioni o raccontare viaggi mi ha sempre affascinato e così, visto che la memoria non sempre mi aiuta, i miei ricordi, sporcati di inchiostro, sono divenuti indelebili.
La scrittura viaggia in compagnia della fotografia che è sempre stata una passione che da immagine ai miei racconti. Camera oscura e pellicola prima, e ora con il digitale mi diletto a fermare i momenti che contano.
L’acqua è per me un elemento fondamentale. Windsurf e barca a vela sono la mia seconda famiglia.
Aperto alle novità, sperimento quanto il mercato propone e così aquiloni acrobatici, skateboard, pattini in linea, sci rigorosamente carving, racchetta da tennis e da squash, maschera e pinne, ecc. fanno parte del mio bagaglio di attrezzature. Qualcuna utilizzata più spesso, qualche altra impolverata ma sempre pronta all’evenienza.
Questo sono io, un concentrato di interessi che avrebbe bisogno di giornate lunghe una settimana.

 

Nel bel mezzo di un gelido inverno del 1969 Antonella apre gli occhi sul mondo per la prima volta. E restano sempre ben aperti e pronti a raccogliere tutto quello che le regala. Questa passione la porta, fin da piccolissima, ad osservare silenziosa tutto e tutti. Diventando, a volte, quasi sfacciata nell’ascoltare le altrui conversazioni e immagazzinando vite, frasi, dolori, passioni. Il materiale archiviato preme per uscire e, con l’aiuto di un corso di scrittura creativa, sta cominciando a prendere vita. Finalmente!

 

 

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